Paolo Gangini Blog's


Mi piace sentire il silenzio della foresta che cresce…

Leggerezze di un partito leggero

Problemi a Roma nella presentazione della lista PDL per le elezioni regionali…
Problemi a Milano nella presentazione della lista PDL per le elezioni regionali…

Mi verrebbe da dire “Chi di spada perisce…” perchè, se si fanno i partiti da un predellino, se le scelte importanti si fanno a cena nella propria villa romana o brianzola che sia, non si può pensare di avere una struttura, una segreteria in grado poi di dare risposte alle necessarie incombenze che la democrazia ha fissato a salvaguardia della libertà e della rappresentanza di tutti.

Si torni presto ai partiti veri (e non di plastica!) e si torni presto alle preferenze in tutte le elezioni.

L’anima del commercio?

La pubblicità è l’anima del commercio” recita un vecchio modo di dire. Può anche essere vero ma, come nel frattempo abbiamo visto cambiare la società, abbiamo visto anche regredire il messaggio pubblicitario. Dai vecchi spot per Carosello siamo passati a spot incomprensibili a chi non ha un grado di istruzione (quanti, per esempio, in lingua straniera) o poco attenti a quello che una volta veniva chiamato il comune senso del pudore.

Qui si aprirebbe un mondo ma mi voglio solo soffermare a quelle piccole attenzioni che ci potrebbero permettere di vivere anche i momenti pubblicitari senza quell’insofferenza che ormai ci permea in tutte le nostre attività.
Quanti di noi, credenti, si sono sentiti defraudati dalla sentenza della Corte Europea sulla presenza del Crocefisso nelle nostre scuole? A questi, che magari si trovano a percorrere Via Garofoli a San Giovanni Lupatoto, metto in evidenza quanto ritratto nella foto: una grande croce di pietra lasciata, posticcia, a bordo strada dopo l’ennesima cementificazione a fronte strada. E a loro, faccio presente la posa sensibilità avuta dalla ditta che ha messo ieri, un cartello pubblicitario a meno di un metro dalla croce.

In GALERA!

Si dice “mandiamoli in galera” per indicare delle persone che dovrebbero finire in prigione a scontare una pena detentiva. In realtà il termine “galera” rimanda ad un tipo di imbarcazione in uso nei tempi della Seressima Repubblica (Galea) dove “mandando uno in galera”, lo si condannava ai lavori forzati sulla nave, spesso in catene e ai remi.

Ora, credo che una pena detentiva del genere dovrebbe essere ripristinata, altro che poltrire in cella, almeno per alcuni reati che cito in ordine di priorità:

  1. Abusi sessuali e fisici su minori e disabili.
  2. Inquinamento e distruzione dolosa del territorio.

… vi prometto che completerò la lista…

Ai remi galeotti! … e vi rispamiamo la frusta.